25 agosto 2026 — Una potente coalizione di bande armate ha compiuto un massacro nella notte tra domenica e lunedì in una comunità agricola sulle colline che sovrastano Port‑au‑Prince, a Kenscoff. Le autorità locali riportano 47 persone uccise e decine di ostaggi ancora nelle mani dei rapitori.
Secondo il sindaco di Kenscoff, Jean Massillon, gli assalitori sono entrati nella tarda serata, hanno dato alle fiamme abitazioni e hanno ucciso i residenti. Massillon ha indicato come responsabili membri del gruppo Viv Ansanm, designato lo scorso anno dagli Stati Uniti come organizzazione terroristica straniera.
L’attacco ha colpito anche sfollati rifugiati dentro una chiesa: il sindaco ha riferito che circa 40 persone sono state uccise all’interno della struttura, alcune in esecuzioni sommarie. Ci sono decine di feriti; alcuni civili sono stati rapiti e portati via dai banditi.
Un testimone ha detto di aver visto «tra i 45 e i 50 cadaveri» e di aver perso otto parenti. Le autorità locali hanno reso noto che il bilancio aggiornato è di 47 vittime, mentre la tensione rimane elevata per la sorte degli ostaggi.
Il capo di una delle gang ha diffuso un video di tre minuti che mostra una ventina di persone — uomini, donne e tre bambini — prese in ostaggio e minacciate di morte in caso di intervento delle forze dell’ordine. Nel filmato il leader avverte che se un suo uomo venisse ucciso anche gli ostaggi «verranno uccisi», e afferma di aver già commesso un atto simile a Viard, località di Kenscoff.
L’ufficio del primo ministro Alix Didier Fils‑Aime ha condannato l’«attacco efferato», espresso «profonda compassione» per le famiglie delle vittime e annunciato l’invio di rinforzi per ripristinare la sicurezza nell’area.
Kenscoff è teatro di scontri e incursioni di gruppi armati da diversi mesi. L’area è stata oggetto di offensive a partire da gennaio 2025; le misure adottate finora non sono riuscite a contenere l’espansione delle bande né a garantire protezione sufficiente alla popolazione, secondo quanto riportato dalle autorità locali.
Il comandante in capo delle Forze Armate, Derby Guerrier, ha ammesso la difficoltà delle forze di sicurezza nel contrastare banditi spesso ben armati, talvolta superiori in armamento alle stesse forze regolari. Le diverse forze multinazionali inviate dalle Nazioni Unite negli ultimi anni non sono riuscite a ottenere il risultato minimo di contenere le offensive delle gang.
La situazione si inserisce in un quadro nazionale di lunga crisi: dati delle Nazioni Unite citati dalle autorità parlano di quasi 1,5 milioni di sfollati in un Paese di circa 11 milioni di abitanti e di oltre cinque milioni di persone in condizione di grave insicurezza alimentare. La violenza delle bande si è intensificata dall’inizio del 2024, quando un’ondata di atti criminali costrinse il primo ministro non eletto a dimettersi.
Haiti non tiene elezioni dal 2016; l’ultimo presidente, Jovenel Moïse, è stato assassinato nel luglio 2021 e non è stato sostituito. Le elezioni generali sono previste per dicembre di quest’anno.