Una veglia e il suono di una campana per ciascuna vittima hanno scandito il ricordo nelle comunità colpite dal sisma, nel decimo anniversario della tragedia. Le cerimonie si sono svolte ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto il 24 agosto.
Quel mattino rimane impresso nella memoria: il 24 agosto di dieci anni fa una serie di scosse di terremoto ha colpito l’Appennino centrale al confine tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. La scossa più intensa, di magnitudo 6.0, è stata registrata alle 3.36 tra Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto.
Il sisma distrusse borghi, spezzò vite e cancellò pezzi di storia locale. I morti furono più di 300 in totale; nella sola provincia di Rieti si contarono circa 250 vittime, di cui 239 ad Amatrice, divenuta simbolo della tragedia.
La commemorazione di questa decade ha voluto restituire un momento collettivo di lutto e memoria, nella consapevolezza dei segni ancora visibili lasciati dalla catastrofe.