Piemonte in emergenza idrica: l’agricoltura consuma quasi il 90% delle risorse, riso e mais al centro della crisi

Il Piemonte si confronta con una crisi idrica che mette a nudo la forte dipendenza della regione dall’agricoltura. I rilevamenti attuali mostrano portate fluviali ben al di sotto delle medie storiche: il Po a Torino scende a 26,2 m³/s (72% della media storica di 36,4), a San Sebastiano la portata è di 13,8 m³/s (32% della media storica di 42,9) e il Sesia a Palestro arriva a 16,1 m³/s (26% della media storica di 62,3).

Nel territorio piemontese l’agricoltura assorbe quasi il 90% delle risorse idriche, contro il 51% registrato in media nell’Unione europea. Secondo uno studio congiunto di Cassa depositi e prestiti e della Regione, nel 2024 il fabbisogno complessivo di acque superficiali in Piemonte è stato pari a 8 miliardi di metri cubi.

La capacità complessiva dei 56 grandi invasi della regione è di 440 milioni di metri cubi, concentrata soprattutto nel Verbano, nel Torinese e nel Cuneese. Anche ipotizzando un raddoppio di questa capacità, gli invasi coprirebbero solo circa il 10% del fabbisogno complessivo.

Sul fronte delle colture, la risicoltura occupa 110.000 ettari, concentrati nelle province di Vercelli, Novara e Alessandria, e richiede circa 3,5 miliardi di metri cubi d’acqua l’anno, secondo il piano territoriale dell’acqua. La maiscoltura assorbe oltre 700 milioni di metri cubi all’anno; nonostante una perdita di oltre il 30% delle superfici nell’ultimo decennio, il mais rimane coltivato su 105.000 ettari.

Di quasi un milione di ettari potenzialmente irrigabili in regione, soltanto 400.000 sono effettivamente coltivati e irrigati; tra questi, due terzi sono colture a mais e riso.

Il riscaldamento climatico aggrava il problema: la temperatura media regionale è aumentata di 2,1 °C rispetto al periodo 1958-2018, con incrementi medi di 2,5 °C nelle aree montane. L’aumento dell’evapotraspirazione, lo stress idrico dei suoli e l’arretramento dei ghiacciai riducono la capacità del comparto alpino di immagazzinare acqua e rendono le precipitazioni più irregolari.

Anche i metodi d’irrigazione contribuiscono al consumo elevato. In Piemonte quasi il 60% delle superfici irrigate utilizza sistemi di scorrimento superficiale e infiltrazione laterale, tipici per riso e mais. L’irrigazione per aspersione copre poco più del 10% delle superfici, mentre la microirrigazione e il gocciolamento raggiungono solo il 3%. Sebbene aspersione e gocciolamento siano in aumento, i tassi di diffusione restano inferiori a quanto sarebbe necessario.

Tra le proposte per ridurre la pressione sulla risorsa idrica, uno studio curato da Igor Boni indica la necessità di modificare i metodi d’irrigazione e di valutare la conversione di alcune colture. A proposito delle politiche di sostegno, Boni ha sintetizzato così l’impegno richiesto: «Compito della politica è innanzitutto incentivare questo tipo di conversione tecnologica».

Nel Basso Alessandrino la transizione da barbabietola da zucchero a pomodoro da industria è segnalata come esempio di cambiamento colturale già avvenuto. Il riso piemontese attraversa inoltre una crisi acuta legata alla concorrenza di importazioni a basso costo dall’Asia. La riduzione progressiva delle superfici di mais, già in corso e in parte attribuita al cambiamento climatico, potrebbe spingere verso colture meno idroesigenti: grano e orzo sono indicate come alternative con consumi idrici inferiori che la regione dovrebbe cominciare a considerare.

ARTICOLI CORRELATI

Terme di Traiano, restaurati esedra sud-occidentale e galleria ipogea con il Pnrr

A Roma concluso il restauro dell'esedra sud-occidentale e della galleria ipogea delle Terme di Traiano con il Pnrr Caput Mundi: conservazione e accessibilità.

Cinque agenti del commissariato Anzio‑Nettuno in carcere: accuse di traffico di droga, peculato e accessi illeciti alle banche dati

Cinque poliziotti del commissariato Anzio‑Nettuno sono in custodia cautelare, indagati per associazione a delinquere, traffico di cocaina, peculato, falso e accessi abusivi.

Quattro persone con lesione midollare tornano a camminare grazie alla neurostimolazione

Tre ragazzi e una ragazza con lesione midollare completa hanno ripreso a camminare grazie a neurostimolazione controllata dal movimento del tronco, studio Sant'Anna e San Raffaele.

A Venezia 83 l’accusa di Ashley St. Clair: “Mi offrirono 40 milioni per il silenzio”, il caso nel doc di Alex Gibney

Ad aprile a Venezia 83 l'ex compagna di Elon Musk, Ashley St. Clair, denuncia un'offerta da 40 milioni per il suo silenzio. Il racconto è nel documentario di Alex Gibney.