Un allarme aereo ha interrotto a Kiev la riunione della Coalizione dei Volenterosi, convocata nel giorno del 35° anniversario dell’indipendenza ucraina. Secondo quanto appurato dall’ANSA, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e il presidente finlandese Alexander Stubb sono stati evacuati in un rifugio per la durata dell’allerta, poi rientrata nella serata.
Il vertice si è svolto con alcuni leader presenti in capitale e altri collegati da remoto; la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha partecipato via videocollegamento. A Kiev è arrivato il primo ministro britannico Andy Burnham, mentre dall’estero è giunta la notizia della presenza a Mosca dell’inviato papale monsignor Gallagher.
Sul piano militare e diplomatico, la Commissione europea ha annunciato l’approvazione di nuovi appalti per la difesa a favore dell’Ucraina per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro, destinati a sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar.
Nel corso dell’incontro, il premier britannico Burnham ha assicurato il sostegno di Londra, anche sul fronte della difesa aerea e della capacità di neutralizzare missili russi prima del lancio. Poco prima, il governo britannico aveva autorizzato MBDA a condividere informazioni riservate sulla componentistica del missile a lungo raggio Scalp, una mossa che permetterà a Francia e Ucraina di avviare l’assemblaggio del sistema direttamente in territorio ucraino. L’iniziativa è collegata alle forniture britanniche avviate nel 2023 e al progetto Brakestop per lo sviluppo rapido di nuovi sistemi d’attacco.
La Russia ha reagito accusando il Regno Unito di partecipare al conflitto a fianco di Kiev, parola del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Sullo sfondo restano inoltre tensioni tra Kiev e Washington: la diplomazia americana ha subito un rallentamento e vi è lo stop alla produzione congiunta dei missili Patriot, mentre a Kiev l’ex vicepresidente Mike Pence ha ribadito la necessità di sostenere militarmente l’Ucraina in vista dell’inverno.
Durante la riunione Emmanuel Macron ha annunciato esercitazioni su vasta scala della Coalizione previste per ottobre e novembre, definite necessarie per dimostrare prontezza operativa. Macron ha anche avvertito che Mosca intensificherà le provocazioni contro i paesi europei che sostengono Kiev.
Fonti di governo italiane hanno invece reso noto che l’Italia «non parteciperà» alle esercitazioni dei Volenterosi, coerentemente con la linea più volte ribadita dalla premier Meloni di dire «no a soldati italiani» inviati a Kiev. La decisione ha suscitato critiche politiche: il leader di Azione Carlo Calenda l’ha definita «gravissima», secondo un post sui social.
Dal collegamento di Palazzo Chigi si apprende che Meloni ha confermato il «fermo sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza dell’Ucraina» e ha ribadito l’impegno italiano sul fronte umanitario per l’inverno, con l’invio di ulteriori generatori principalmente destinati a sostenere la resilienza della popolazione e la rete energetica. Fonti dell’esecutivo precisano che il pacchetto di aiuti italiano si concentrerà su strumentazioni per ospedali, scuole e infrastrutture energetiche.
Le ostilità sul terreno non si sono fermate: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riaffermato che l’Ucraina non cederà i territori di Donetsk ancora sotto il proprio controllo, definendo il paese «non una vittima, ma un guerriero». Nella notte sono proseguiti gli attacchi: ad almeno tre persone è stata fatale un’offensiva russa alla periferia di Kharkiv, con otto soccorsi ed evacuati dalle squadre di emergenza. In Russia, a Krasnodar, la caduta di detriti di droni ucraini abbattuti su un asilo nido ha provocato la morte di due bambini e il ferimento di sette persone.
Intanto il Wall Street Journal, citando fonti dell’intelligence occidentale, riporta che la Russia sta conducendo esercitazioni nazionali per testare la capacità della macchina militare di sostenere una nuova mobilitazione, con simulazioni su alloggio, approvvigionamento e armamento delle reclute, tra cui esercitazioni a Kaliningrad.
Durante la mattinata a Kiev risultava presente anche l’ex inviato statunitense Keith Kellogg. Le autorità locali hanno collegato l’allerta per la capitale alla minaccia di missili balistici lanciati dall’area di Taganrog, vicino al confine sudorientale ucraino.