A Palermo dieci familiari positivi al batterio dopo la morte della piccola Anna Rosa: sono perlopiù vaccinati e in isolamento

L’indagine epidemiologica dell’Asp Palermo si è allargata dopo la morte della piccola Anna Rosa, la bambina di 4 anni deceduta per una sospetta difterite. Almeno dieci tamponi effettuati tra i familiari della bambina sono risultati positivi al batterio.

L’Asp ha precisato che le persone risultate positive, in prevalenza minori, “stanno bene perché vaccinati” ma dovranno rimanere in isolamento. Nei giorni scorsi un altro caso di positività era stato riscontrato nel cuginetto della piccola; il direttore sanitario dell’Arnas Civico di Palermo, Domenico Cipolla, ha confermato che il bimbo “è in osservazione e isolamento e controlliamo ogni funzionalità clinica”.

L’episodio ha suscitato preoccupazione tra gli esperti. Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica di Roma, ha osservato che la positività di numerosi parenti evidenzia “una situazione di forte rischio” nelle aree con coperture vaccinali insufficienti e sottolinea la concreta possibilità di riemergenza di malattie come la difterite, collegando il fenomeno anche al rischio per la poliomielite.

Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’università Statale di Milano, ha criticato la mancanza di interventi pubblici da parte delle massime istituzioni nazionali e ha sollecitato messaggi chiari a sostegno delle vaccinazioni, richiamando che “i vaccini salvano vite”.

Sull’aspetto giudiziario, i genitori della bimba sono indagati per omicidio colposo. Entrambi sono registrati come no vax e, secondo gli atti, non avrebbero vaccinato la figlia né gli altri quattro figli. La madre, in un post su Facebook, ha scritto che la causa della morte non è ancora confermata e che si tratta di un sospetto, accusando i medici di aver sottovalutato la situazione.

L’autopsia sul corpo di Anna Rosa è fissata per mercoledì 26 agosto presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico. L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro.

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