La disputa sul futuro di Report arriva a Bruxelles. Nel fine settimana Fratelli d’Italia ha inviato una lettera alla vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen, contestando la copertura del programma sotto la guida di Sigfrido Ranucci e respingendo l’idea che sia in corso un «attacco politico» contro la trasmissione.
Fonti di stampa danno per ormai prossima la rimozione del conduttore 64enne, ma non è ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale da parte della Rai né è noto chi potrebbe sostituirlo. Nel frattempo il confronto tra forze politiche si è spostato anche sul piano europeo.
La missiva di FdI, firmata in prima battuta dall’eurodeputato Stefano Cavedagna — relatore sullo European Media Freedom Act (Emfa) — e sottoscritta dall’intera delegazione del partito, compresi il capodelegazione Carlo Fidanza e il co-presidente ECR Nicola Procaccini, segnala secondo i meloniani «sbilanciamento e faziosità» di Report sotto la conduzione di Ranucci. Nel documento il gruppo cita l’analisi di 404 inchieste dall’insediamento del governo Meloni, delle quali il 43,5% sarebbe incentrato, in varie forme, su FdI e sulla sua leader. FdI sostiene che l’uso sistematico del programma a senso unico violerebbe i principi di imparzialità e pluralismo richiamati dall’Emfa.
A intervenire per primo a livello europeo era stato il Partito democratico. Il 13 agosto l’eurodeputato Sandro Ruotolo aveva scritto alla stessa vicepresidente Virkkunen per segnalare le ripetute dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini contro Ranucci e la richiesta di sospensione avanzata verso la Rai. Ruotolo chiedeva alla Commissione di verificare se quelle dichiarazioni e istanze possano configurare un’ingerenza o tentativo di influenza sulle scelte editoriali del servizio pubblico, alla luce degli articoli dell’Emfa che tutelano l’indipendenza dei media pubblici.
L’Emfa, entrato in vigore a maggio 2024, richiama gli Stati membri a garantire che i fornitori di media di servizio pubblico siano indipendenti dal punto di vista editoriale e offrano contenuti in modo imparziale e pluralista, secondo quanto previsto dalla normativa europea. Al momento non risulta una risposta formale della Commissione alle istanze arrivate da Roma.
La presa di posizione di FdI è stata oggetto di replica da parte del Movimento 5 Stelle, che ha definito paradossale l’iniziativa del partito di governo. I deputati M5S in Vigilanza Rai hanno bollato la lettera a Bruxelles come un colpo di scena: hanno ricordato le nomine effettuate da FdI in azienda, riferendosi alla presenza di persone vicine al partito in ruoli di rilievo, e citato i conduttori vicini alla maggioranza come esempi di imparzialità discutibile. Per i pentastellati, l’iniziativa europea di FdI dovrebbe invece trasformarsi in un atto di scuse agli italiani per quanto fatto in Rai negli ultimi quattro anni.